"ZorbaGet",
da Zorba, il nome del gatto che insegnò a volare
alla gabbianella dell'omonimo romanzo di Luis Sepulveda.
Lo stormo si tuffa nel mare per mangiare delle aringhe, ma a un certo punto il capo-stormo impone un decollo di emergenza a causa di un pericolo. Kengah non recepisce l'ordine e si rituffa per prendere altri pesci, finendo per restare invischiata nel motivo del pericolo: una grossa macchia di petrolio, chiamata dai gabbiani “la peste nera". Kengah apre le ali per spiccare il volo ma la onda nera densa è più rapida e la sommerge completamente. La povera gabbiana, senza forze, riesce a raggiungere la città di Amburgo. La gabbiana precipita sul balcone di una casa, quella dove abita Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola. Morente, la gabbiana usa le sue ultime energie per deporre l'uovo e chiede al gatto di farle tre importanti promesse:
alla gabbianella dell'omonimo romanzo di Luis Sepulveda.
TRAMA
Lo stormo si tuffa nel mare per mangiare delle aringhe, ma a un certo punto il capo-stormo impone un decollo di emergenza a causa di un pericolo. Kengah non recepisce l'ordine e si rituffa per prendere altri pesci, finendo per restare invischiata nel motivo del pericolo: una grossa macchia di petrolio, chiamata dai gabbiani “la peste nera". Kengah apre le ali per spiccare il volo ma la onda nera densa è più rapida e la sommerge completamente. La povera gabbiana, senza forze, riesce a raggiungere la città di Amburgo. La gabbiana precipita sul balcone di una casa, quella dove abita Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola. Morente, la gabbiana usa le sue ultime energie per deporre l'uovo e chiede al gatto di farle tre importanti promesse:- di non mangiare l'uovo;
- di averne cura finché non sarebbe nato il piccolo;
- di insegnare al piccolo a volare...
Questo è un po' lo stesso spirito con cui lavorano gli educatori della cooperativa "Il Cigno" che ha in gestione gli spazi comunali per un progetto voluto dalla Ulss 6 di Vicenza fin dal 1997, e arrivato a Bolzano nel 2000. Attualmente sono 12 le persone disabili di età compresa tra i 18 e i 55 anni ospiti della struttura, che seguono un programma edcuativo assistenziale diurno (dalle 9 alle 16) che consente loro un sostegno qualificato ma al contempo la possibilità di rimanere a contatto con i loro genitori e familiari.

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